La doccia è ormai un accessorio irrinunciabile per ogni bagno che si rispetti, sia che si tratti di un ambiente tradizionale sia che ci si trovi di fronte ad un allestimento ultramoderno.

Normalmente il problema, o meglio il desiderio di cambiare, nasce in fase di ristrutturazione di un alloggio, anche se i più pignoli e i più esigenti penseranno bene di intervenire anche su alloggi di nuova costruzione appena terminati.

In linea di massima, a causa delle dimensioni spesso ridotte degli ambienti, le vasche sono le vittime sacrificali di queste ristrutturazioni.
Dato per acquisito che vogliate inserire una doccia o modificare quella già esistente, dovrete chiarirvi le idee in ordine ad una serie di fattori da considerare prima di dare inizio ai lavori. Abbiamo cercato di riassumerli nelle prossime righe.


Dove posizionare la doccia?

Considerate le dimensioni medie di un bagno e che nella stanza dovrebbero esserci quattro angoli, la scelta si determina in maniera quasi obbligata.

Infatti, eliminato, per evidenti motivi, il lato in cui c'è la porta di accesso al locale, restano disponibili uno degli angoli residui o, se possibile, il fondo della stanza o lo spazio integralmente occupato, al momento, dalla vasca.
In ogni caso è consigliabile che nel box doccia non sia collocata la finestra che fornisce aria al bagno, data la scomodità di tale soluzione e i possibili danni all'infisso.

Infatti, tale eventualità dovrebbe essere presa in considerazione solo se non se ne possa fare a meno e se le dimensioni del box doccia siano abbastanza generose (oltre cm. 90 x 90), fermo restando che resterà una scomodità di fondo nell'accesso alla finestra e nella sua pulizia.

Se possibile, soprattutto nel caso della creazione di un secondo bagno, evitate di utilizzare ambienti che non abbiano possibilità di areazione verso l'esterno, pena la creazione di una disdicevole condensa anche nelle stanze vicine, con conseguente creazione di muffe e diffusione di odori.

Il primo criterio con cui scegliere il box doccia è quello di renderlo integrato e funzionale al resto del bagno e, soprattutto, molto pratico in relazione alla posizione del soffione e all'apertura delle porte, nonché (importantissimo) bisognevole del minimo indispensabile di interventi di pulizia e manutenzione.
Pertanto, bisogna farsi un'idea chiara di tutti i fattori che concorrono al suo posizionamento e alla soddisfazione della vostra comodità, non tralasciando l'aspetto estetico.

Ovviamente, sarà necessaria almeno una consulenza idraulica preventiva per localizzare correttamente gli scarichi e le tubazioni dell'acqua, al fine di avere un buon deflusso dell'acqua e di non causare danni ai vicini, che vi potrebbero costare molto cari.

Tipologie di box doccia: quali sono?

Per quanto riguarda la disponibilità sul mercato, c'è solo l'imbarazzo della scelta, in relazione ai materiali, alle dimensioni e alla gradevolezza visiva del box medesimo.

Qualsiasi possa essere lo spazio a vostra disposizione, potrete trovare ciò che fa per voi, a partire dalla dimensione minima di cm. 70x70 (magari con l'angolo esterno curvo per recuperare ulteriore spazio) fino a box doccia larghi anche oltre due metri: se in famiglia ci sono individui alti e robusti, un box di dimensioni minime diventa una scelta infelice.

Andando nel dettaglio, potrete scegliere, di massima, tra le seguenti soluzioni più ricorrenti:

  • In relazione al piatto doccia: con piatto ad appoggiare sul pavimento o da incasso, oppure a filo del pavimento. Quest'ultima ipotesi potrebbe comportare taluni svantaggi in ordine alla tenuta dell'acqua, soprattutto se gli scarichi vanno in sofferenza. Accertatevi che l'installatore sia esperto perché un piatto doccia che non possa beneficiare di una giusta pendenza per lo scarico, sarà un problema perenne: è il motivo per cui ancora viene prediletto il sistema ad appoggio che, essendo più alto del pavimento, consente l'allineamento preciso e garantisce un corretto deflusso.
  • Per quanto riguarda la soluzione costruttiva potrete scegliere tra la classica cabina che sfrutta una o due pareti ricoperte di mattonelle, oppure il box doccia circolare quasi integrale, così come la tipologia cosiddetta "walk in", cioè uno spazio che dovrete attraversare materialmente per arrivare alla parte posteriore del bagno (soluzione suggestiva, coreografica, ma scomoda dal punto di vista igienico e della dispersione dell'acqua nel resto del bagno). Ancora potreste costruire la vostra doccia integralmente in muratura (piastrellata), magari senza porta di chiusura o con un’anta di chiusura parziale... Da non scartare, se c'è uno spazio sufficiente, la soluzione integrata vasca-doccia.

In ogni caso ricordate che, se non avete molto tempo a disposizione per dedicarvi alle pulizie di casa, le soluzioni più "spettacolari" sono quelle che richiedono più impegno. Quindi, prima di fare un incredibile errore riflettete bene!

I materiali dei box doccia

Puntualizziamo che anche per i box doccia, la qualità ha un suo costo, per cui, senza comunque svenarvi, non indirizzatevi a soluzioni estremamente economiche perché, a breve distanza di tempo, potreste essere costretti a spendere altro denaro.

Pertanto, se il vostro budget di spesa lo consente, scegliete vetri temperati di spessore adeguato, che garantiscono maggiore durata e, in caso di rottura, evitano la produzione di schegge taglienti.

Tra le varie opzioni prospettabili, abbiate l'accortezza di decidere per vetri possibilmente privi di profili e modanature (in acciaio, in alluminio ...), in quanto sono i primi ricettacoli di antiestetici depositi di calcare e di muffe, che vi obbligheranno ad una pulizia costante e faticosa.

Riguardo ai trattamenti anticalcare preapplicati ai cristalli dai fabbricanti, informatevi bene, da conoscenti e sui forum on line, affinché il maggior costo sopportato non vada in fumo dopo poco tempo.

Tenete conto che il vetro normale, il cristallo non temperato e l'acrilico delle soluzioni più economiche, non danno la sicurezza del cristallo temperato né, tantomeno, la sua bellezza estetica.

Parimenti, non risparmiate sulla rubinetteria e, quindi, state al largo da discutibili "cineserie" di breve durata che, tra l'altro, non garantiscono la disponibilità di parti di ricambio.

Per quanto attiene ai piatti doccia, per qualsiasi tipologia (ad appoggio, incassato, a filo) la ceramica bianca rimane la scelta vincente per estetica, abbinabilità al resto dell'arredo del bagno, funzionalità (sono antigraffio e praticamente indistruttibili), durata e semplicità di pulizia, anche se da tempo sono disponibili soluzioni alternative in acrilico, resine, plastiche, etc., che consentono di simulare finiture come pietra, ardesia, roccia, resina, in ogni colore vogliate e senza appesantire eccessivamente la spesa.

In ogni caso, guardate alla funzionalità e alla quotidianità, per cui scegliete comunque un materiale solido e robusto (dotato di una sua massa), antiscivolo e facile da pulire, in modo da non dover ricorrere a detergenti o tecniche di pulizia particolari, che comportano aggravio di tempo e di spesa: infatti, i detergenti che comunemente usate per il bagno (tra cui gli anticalcare), potrebbero risultare particolarmente aggressivi e, di conseguenza, rovinare le superfici di taluni piatti doccia, nonché i profili dei cristalli.